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New design geographies. International workshops in Sicily

Abstract: Il 2012 sembra essere stato un anno in cui il design in Sicilia è stato presente in modo inaspettatamente costante. Da Giulio Iacchetti a Giovanni Levanti sono state numerose, infatti, le presenze di designer e progettisti che, invitati da istituzioni diverse, hanno frequentato l’isola per portarvi la propria esperienza del fare progetto. Cosa succede? Perché i designer cominciano a frequentare la Sicilia non più per trascorrere le vacanze ma per fare progetto? Esiste un’inversione di tendenza reale che capovolge e/o inverte le geografie del design? Chi sono i promotori del design nell’isola e perché lo fanno? Sicuramente il fronte più attivo di questo fenomeno è stato quello della formazione. Sin dai primi anni del 2000 il Corso di Disegno Industriale della Facoltà di Architettura di Palermo è stato motore dinamico di molte delle attività in Sicilia legate al design, e oggi altre realtà hanno intrapreso questo percorso e hanno cominciato a chiamare i designer a fare scuola nell’isola. Tra queste, l’Accademia Abadir è un’istituzione privata dedicata alla formazione legalmente riconosciuta dal Ministero dell’Università e della Ricerca.

Nel 2010 l’accademia lancia Abadir DESIGN, un dipartimento orientato alla formazione di designer capaci di progettare la nostra contemporaneità e sviluppare idee per dare forma e senso alle continue innovazioni che segnano il nostro tempo.

Lo scorso 2012 le attività speciali di Abadir DESIGN hanno ospitato due dei progettisti più attivi nel panorama recente del design italiano ed europeo: Giulio Iacchetti, designer con base a Milano, compasso d’oro nel 2001 insieme a Matteo Ragni per il progetto Moscardino, e i lagranja Design, studio italo-spagnolo con sede a Barcellona, firma di prodotti per Foscarini, Poltrone Frau, Metalco e Palucco e altri. Entrambi i workshop didattici sono stati inaugurati con una conferenza aperta tenuta dai progettisti che hanno illustrato il proprio percorso progettuale a studenti, architetti, insegnanti e progettisti. Queste occasioni formative sono state dunque anche opportunità importanti per sensibilizzare il contesto ai temi del progetto oltre che per veicolare il valore della sinergia tra il progettista e le aziende.

Secondo imbrunire – in omaggio all’omonima canzone di Franco Battiato – era il titolo del workshop di Giulio Iacchetti. Nato all’interno delle attività didattiche del Master in product design Out [of the] Door, si proponeva di esplorare le possibilità del materiale vulcanico e sperimentarne le caratteristiche nella produzione di oggetti.  La scelta di lavorare sul materiale del vulcano ha radicato fortemente l’operazione all’identità del luogo, alla sua natura e alla sua unicità. Così come nel Secondo Imbunire di Franco Battiato, che nel testo esalta le suggestioni del paesaggio, dei colori, degli odori e dei suoni legati al monte Etna, il workshop con Giulio Iacchetti ha voluto esplorare questi luoghi a partire dalle cave, dove il materiale viene strappato al vulcano, fino agli artigiani, la lavorazione industriale, le realtà produttive e la filiera.

Nel mese di luglio, le attività del dipartimento di design dell’Accademia si sono spostate sulla costa e le sue spiagge bagnate dal mare. Vamosa laPlaya, è stato il laboratorio condotto da Gabriele Schiavon e José Manuel Fernandez, di Lagranja Design, che per Abadir hanno pensato a un workshop inedito ancora una volta legato alla natura del territorio siciliano che è diventato campo di prova per il design di dispositivi per la spiaggia, la battigia, il mare.

Istanze di design è stato invece il workshop promosso dalla Fondazione Fiumara d’arte di Antionio Presti in collaborazione con AIAC e Press/Tfactory, tenutosi a Tusa presso il museo albergo Atelier sul mare.

Oggetto del workshop internazionale è stata la realizzazione di una stanza dell’albergo Atelier sul mare di Tusa con la volontà espressa dalla Fondazione di creare un laboratorio permanente in cui ibridare i processi artistici con quelli della produzione di oggetti di uso quotidiano, attraverso lo scambio reciproco tra sapienza artigiana locale e capacità progettuali degli artisti-designer.

Il laboratorio, durato una settimana, è stato condotto da Giovanni Levanti, Mario Trimarchi, Chris Kabel di Droog Design, Michael Obrist di feld-72 e Wyssem Nochi dal Libano. I tutor hanno affiancato gli studenti tra attività di progetto all’interno delle botteghe artigiane e incontri teorici, ripensando gli spazi dell’albergo-museo di Tusa e il parco circostante, disseminato di importanti sculture che negli anni Antonio Presti ha commissionato ad artisti come Tano Festa o Pietro Consagra.

Dedicato alla ceramica e alla tradizione di alcune grandi aziende italiane, invece, il laboratorio tenutosi a Caltagirone con Luisa Bocchietto e Vanni Pasca.

Intitolata Il prodotto del design ceramico la manifestazione è stata organizzata dalla delegazione Sicilia dell’ADI e dal LADEC su un doppio livello: un laboratorio vero e proprio e una mostra dedicata a Bitossi ceramiche, che ha documentato con venti manufatti la produzione dell’azienda dagli anni ’60 ad oggi, con pezzi di Ettore Sottsass, Karim Rashid, Mario Ferraini e la stessa Bocchietto. Terminato il workshop, presso l’azienda di Montelupo sono state realizzate le forme madre dei progetti e poi di nuovo a Caltagirone è stata data vita ai prototipi. Una nuova serie di prodotti ceramici per la Bitossi ha preso dunque vita grazie a questa esperienza e sarà presentata prossimamente a Milano con un evento dedicato.

A dicembre Giulio Iacchetti è poi nuovamente tornato, chiamato dall’Università Kore di Enna, dove ha tenuto un workshop di una settimana intitolato S/Tools. Ancora una volta un laboratorio attivo che ha coinvolto gli artigiani locali e che ha prodotto dieci prototipi reali di quello che è stato il tema principale del workshop: lo sgabello e il sedersi.

Iacchetti aveva già conosciuto Enna, qualche mese prima. Il castello della città siciliana ha infatti ospitato la mostra Cruciale lo scorso giugno. Curata da Beppe Finessi, in mostra le 21 croci che il celebre designer ha realizzato partendo dalla considerazione che il design contemporaneo non riguarda più solo la sfera materiale della nostra esistenza ma anche funzioni legate alla sfera emotiva, sentimentale e spirituale.

È lo stesso Iacchetti a lanciare segnali di nuove possibili geografie per il design. Il cambio radicale dei processi economici e delle dinamiche dei mercati, accompagnato dall’avvento della tecnologia e della comunicazione, ha profondamente stravolto quel modello in cui il design era legato esclusivamente ai grandi sistemi industriali del nord. Oggi è possibile fare design con due passaggi: un bravo progettista e un bravo artigiano o piccola azienda dotata di tecnologia. Piccole produzioni on demand, il web come vetrina sul mondo e i potenti mezzi di trasporto per le spedizioni. È già un fenomeno in atto e dà una possibilità di crescita anche a regioni periferiche rispetto alle dinamiche industriali più forti.

In questo senso la Sicilia, se capace di dotarsi di progettisti virtuosi in grado di costruire valore a partire dal proprio territorio, potrebbe davvero generare nuovi progetti e nuove economie. Questa la missione delle scuole di design e dei laboratori sparsi nell’isola: formare i designer e sensibilizzare gli imprenditori. Gli eventi e i fatti qui raccontati potrebbero essere un segnale.

Lucy Giuliano è architetto e Direttore dell’Accademia Abadir di Catania. Ha studiato alla Facoltà di Architettura di Palermo, dove si è laureata, e all’Universitat Politecnica de Catalunya di Barcellona (ETSAB) dove ha conseguito il master in Storia, architettura, arte e città,  e un DEA (Diploma de Estudios Avanzados) nel Dipartimento di Proyectos. Dal 2000 al 2011 ha collaborato con lo studio di architettura Arata Isozaki y Asociados di Barcellona, partecipando a diversi progetti tra Barcellona e Tokyo. Ha inoltre collaborato a diverse pubblicazioni per lo studio Isozaki e, durante il suo periodo presso AIA, ha ampliato i propri interessi orientandoli verso le intersezioni tra architettura, cultura contemporanea, territorio e società. Dal 2010 lavora a tempo pieno come direttore dell’Accademia Abadir (Arts Between Architecture Design & Interdisciplinary Research) a Catania.

lucy.giuliano@gmail.com

Links

www.abadir.net

http://www.domusweb.it/it/news/art-hotel-workshop/

http://www.unikore.it/index.php

http://www.colorobbia.it/caltagironeevento_2012_colorobbia_specialties.html

About the author(s):

Lucia Giuliano is an Architect and the Director of ABADIR Academy (Arts Between Architecture Design & Interdisciplinary Research) of Catania, in Italy. She studied at the Faculty of Architecture in Palermo and at Universitat Politècnica de Catalunya in Barcelona (ETSAB) obtaining a MA degree – Historia, arquitectura, arte y ciudad – and DEA degree (Diploma de Estudios Avanzados) in the Projects Department. From 2000 to 2011 she worked at the Arata Isozaki office in Barcelona, as architect in concept and design buildings. She participated to several project developed between Barcelona and Tokyo. Beyond architecture, she also collaborated to several publications. During her period at AIA office she broadened her interests in intersection between architecture, contemporary culture, territory and current issues in society. Since 2010 she is full time engaged as director of ABADIR.

giuliano@padjournal.net

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