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Simona La Torre. The daily show

Simona La Torre, nata a Palermo, ha 26 anni, designer. La sua formazione è eterogenea così come è trasversale il suo approccio al progetto. Si è occupata di product, footwear e fashion design. Ha iniziato la sua formazione a Palermo, dove ha conseguito la laurea triennale in disegno industriale. Il primo approccio al mondo del fashion design è un progetto per Polo Ralph Lauren, sulla ricerca di tendenze e il disegno di una collezione di dieci sneakers. Nel 2009 ha svolto un periodo di stage presso la Lotto Sport Italia, dove ha avuto modo di sviluppare la sua tesi di laurea triennale. A settembre 2010 vince, il ComON design contest, “Il riciclo di un idea”. Il premio consiste in un mese di stage all’interno dell’azienda Lema, dove progetto il tavolo “Comera” che viene esposto a Como, durante la settimana della creatività a novembre 2010.

Nel 2010 si iscrive alla laurea magistrale in design presso lo Iuav di Venezia, frequentando il corso di modellistica, il laboratorio di moda maschile e quello di maglieria. A luglio 2011 la sua collezione di maglieria viene selezionata ed esposta a palazzo Giacomelli in occasione del Fashion at Iuav. Per approfondire le conoscenze tecniche frequenta il corso  di perfezionamento: ”Dalle forme all’abito. Modellistica creativa per designer”. Si laurea ad aprile 2013 con una tesi e progetto di una capsule collection maschile e femminile dal nome “Lo Spettacolo del quotidiano”.

www.simonalatorre.com

Lo spettacolo del quotidiano

Lo scopo della tesi è quello di sviluppare una collezione di abbigliamento maschile e femminile, intesa come insiemi di pezzi che vivono anche autonomamente, ognuno dei quali è un “ritratto vestimentario” di una persona che ho conosciuto solo attraverso dei ritratti fotografici e poche parole, estratte dalla serie “Mani lauku laudis”, ovvero, My country people.

I ritratti fotografici sono lo spunto progettuale della tesi, questi fungono da filtro e sintesi delle persone sulle quali lavora, e ogni outfit, è il ritratto vestimentario della persona alla quale mi è riferita.

Purtuttavia ci sono alcune caratteristiche comuni a tutti gli outfit, le quali rendono percepibile il progetto di collezione. Queste caratteristiche comuni sono: la fonte dei ritratti da cui sono partita per svolgere l’esercizio, le scelte costruttive per la realizzazione dei capi e la tecnica di stampa sul tessuto.

La fonte cui ci si riferisce è un progetto fotografico di Inta Ruka, nel quale la fotografa lettone ritrae persone che abitano le campagne di Riga con lo scopo di documentarne le personali storie.

Le esperienze e gli eventi della vita vissuta da ciascun personaggio, descritto nel volume vengono evocate e impresse sulle superfici degli abiti attraverso un procedimento a stampa.

Questa precisa scelta rincorre un concetto di sartorialità intesa come procedimento progettuale lento e ad personam, le stampe infatti sono realizzate secondo una tecnica manuale, che impressiona il tessuto come se fosse una pellicola fotografica, mediante l’esposizione alla luce solare.

Cartamodelli e piazzamenti delle stampe dialogano tra loro, per arricchire di senso il risultato e per rifuggire da un rapporto tra loro banalizzante; facendo sì che l’uno non sia mero supporto e l’altro non assecondi logiche meramente decorative.

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