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Interview with Vincenzo Castellana

Abstract: Vincenzo Castellana è architetto, designer, docente e socio fondatore, insieme al primo direttivo ADI  Sicilia, della delegazione regionale ADI (Associazione per il disegno industriale italiano). Da anni conduce attività finalizzate alla valorizzazione delle risorse territoriali locali sia come architetto, attraverso interventi di recupero architettonico, sia come designer operando per riattualizzare antiche produzioni sul territorio. Attuale presidente dell'ADI Sicilia, Castellana si pone l’obiettivo di mettere in comunicazione il mondo della piccola azienda e dell'artigianato con quello dei giovani progettisti provenienti dalle scuole d'arte e di design.

Alessandra Fazio: Come è nata ADI Sicilia?

Enzo Castellana: La vicenda della delegazione siciliana è quasi un aneddoto. L’ADI esiste dal 1956. La nascita delle delegazioni è stata avviata dal direttorio di Gianni Forcolini nei primi anni del 2000. Cominciò un processo di convocazione in ambiti regionali, da cui presero vita le delegazioni. Quella siciliana fu una delle ultime a costituirsi.
Nel 2007, designOrientity, un’attività legata alla mia attività professionale, veniva selezionata per la pubblicazione nel volume ADI Design Index, che rappresenta di fatto una nomination al Compasso d’Oro. DesignOrientity è un laboratorio permanente che mette in connessione designer e artigiani  e negli anni ha sviluppato una collezione di oggetti (circa 15).
Nello stesso anno, in occasione del Salone del Mobile di Milano fui invitato a costituire la delegazione ADI Sicilia dall’allora presidente Forcolini.
Parallelamente, il professore Vanni Pasca, in un ambito prevalentemente accademico, stava già lavorando alla nascita dell’ADI Sicilia. Così contattai Pasca per informarlo del mio intento d’istituire la delegazione ed entrambi fummo ben lieti di unire le forze per giungere alla costituzione della delegazione siciliana.

Quale percorso sta compiendo ADI Sicilia?
Dalla sua fondazione la delegazione porta avanti l’iniziata “Ferri di richiamo” con la quale quest’anno siamo stati ospiti a Milano presso ADI, durante il Salone del Mobile.
Si tratta di una serie di incontri tesi ad approfondire la conoscenza e valorizzare alcuni episodi di alta qualità progettuale e produttiva nella storia o nell’attualità della nostra regione.
I “ferri di richiamo” nella tradizione edile servono a proseguire la costruzione nel tempo; in questa accezione gli incontri proposti dalla delegazione servono a rafforzare quel processo di significazione che non sempre in passato in Sicilia ha reso riconoscibile la qualità produttiva e la sua cultura.
Con questo proposito la delegazione ha anche avviato rapporti di collaborazione con il liceo artistico di Caltagirone, specializzato nella produzione ceramica, con scuole di design di eccellenza territoriale come l’Accademia Abadir e con piccole e medie realtà produttive.

Che prospettive ci sono per il design in Sicilia?
É una domanda difficilissima alla quale dare una risposta oggi è quasi impossibile, visto che non dipende solo da ADI e che le variabili o le combinazioni necessarie affinché si possa prospettare il design come percorso di valore in Sicilia, sono numerose. Alla base è un processo che dipende dalla formazione. Al riguardo abbiamo fiducia nell’apertura al design delle Accademie in concomitanza con la trasformazione dei programmi di studio nelle scuole d’arte e nella crescita di percorsi universitari con un’impostazione più pragmatica e laboratoriale, come quello di Abadir dove i giovani designer possano formarsi come imprenditori di se stessi. Dall’altro è necessario che le aziende che non operano più solo a livello regionale decidano di usufruire del design e di farsi portatori di questa cultura. Al riguardo porto come esempio l’azienda Moak, produttrice di caffè, che ha deciso di rivoluzionare la sua immagine affidando a Bob Noorda il restyling del logo, per poi affermarsi come azienda che crede nel progetto di qualità. E’ dunque un problema di maturazione delle aziende e di consapevolezza che essere portatori di qualità progettuale significa promuovere un nuovo modo di fare processo aziendale, di fare comunicazione e anche nuovi prodotti.
Da poche settimane la delegazione siciliana di ADI ha formalizzato una convenzione di partneriato con MOAK. Tra le attività di collaborazione previste la messa a punto di un progetto di ricerca biennale che provi a simulare il progetto di un Museo di Impresa per l’azienda.

Quindi è un fatto di strategia aziendale?
Si, esatto! Una strategia permette di giungere in nuovi mercati e di imporsi. La strategia deve essere progettata e come tale comprende il design. Evidentemente l’innovazione di prodotto è solo uno dei risvolti del percorso d’innovazione interno all’azienda.
Le aziende siciliane devono comprendere che l’unica possibilità nella situazione di crisi economica che viviamo è l’innovazione attraverso il design.

A tal proposito, ADI Sicilia come si sta muovendo per sensibilizzare le aziende?
Ho già parlato di “Ferri di richiamo” che è una delle attività di promozione culturale in cui presentiamo case histories che raccontano della collaborazione di aziende e progettisti in un evento realizzato all’interno di uno show-room nel territorio siciliano.
Tra le altre iniziative organizzate vi è l’evento “Il prodotto del design ceramico” realizzato periodicamente a Caltagirone nel liceo artistico per il design ceramico con l’ausilio di vari sostenitori. L’iniziativa prevede la realizzazione di workshop progettuali e mostre.
Lo scorso anno, la prima edizione dell’evento, ha visto la partnership con Bitossi, l’azienda che produce le ceramiche progettate da Ettore Sottsass, oltre a quelle di Karim Rachid e di Luisa Bocchietto. Quest’anno è la volta della nota azienda Alessi ai cui pezzi in ceramica è dedicata la mostra, inaugurata il 18 maggio e il workshop progettale di 3 giorni sul tema “Tea and Coffee”. Quest’ultimo coinvolge i migliori 5 studenti delle quinte classi del liceo artistico, associati a 5 studenti universitari e a 5 aziende artigiane scelte nel territorio calatino, in modo da costituire 5 gruppi composti da 2 studenti e un artigiano.
Queste attività vogliono determinare due tipi di risultati: primo quello di incentivare la collaborazione tra giovani designers ed artigiani attraverso attività formative; secondo quello di far comprendere che il design deve promuovere un processo circolare che coinvolge: la fase progettuale, la produzione, la vendita ed il consumo. Se questo processo viene interrotto, il progetto muore prima di nascere. Questo è il problema che ci portiamo dietro da sempre in Sicilia.
Inoltre adesso ADI Sicilia si propone come uno dei promotori del III concorso internazionale “Mediterranean Design”, lanciato biannualmente da PAD journal per la progettazione di nuovi scenari di design mediterraneo.

www.adisicilia.org

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