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Design and new processes between culture and service

Abstract: Luoghi e servizi a Palermo si animano con nuove attività e processi. Un territorio quasi privo d'industrie, segnato nel primo novecento dalle Officine Ducrot, sembra che oggi abbia recepito il valore della parola design e abbia iniziato a sperimentare le sue diverse forme. La parola Design (progetto) nella città candidata come "capitale europea della cultura 2019", non è più soltanto cool, di moda o per pochi ma si è trasformata in : lab, imprese creative, autoproduzione, design dei servizi, co-design

Imprese e associazioni culturali intrecciano le loro attività con il mondo del design, a volte in maniera inconsapevole, altre in modo quasi naturale e si trasformano in imprese capaci di fornire beni e servizi in modo innovativo. Vediamo chi sono gli attori e i luoghi dove questo cambiamento si manifesta.

Iniziamo con Addiopizzo, l’associazione di volontariato a sostegno della lotta contro il racket delle estorsioni mafiose, con i prodotti e le attività a marchio certificato Addiopizzo. L’associazione  pubblica le liste con i nominativi dei professionisti e delle aziende che si oppongono alla mafia e organizza la Festa del Consumo critico “Pago chi non paga” che ha come tema portante il concetto di “bene comune”, modello di gestione partecipata finalizzata al superamento del sistema mafioso. Con i servizi Addiopizzo Travel, un ricco calendario di escursioni sui luoghi-simbolo della lotta alla mafia e alla scoperta di un territorio che si ribella al pizzo, l’associazione si trasforma in impresa sociale e approda al mondo del design dei servizi con un progetto di turismo etico. Dal 2005 la comunicazione visiva di Addiopizzo è curata da Fausto Gristina, membro del Comitato Addiopizzo ed esperto per la comunicazione visiva per la FAI, Federazione Italiana delle Associazioni Antiracket.

NEXT | Nuove Energie x il Territorio è l’associazione che si occupa di strategie e interventi di sviluppo per l’innovazione e la sostenibilità delle organizzazioni e dei contesti sociali. Ha condotto ricerche su “artefatti della storia nei processi di internazionalizzazione di Palermo” realizzate col sostegno della Fondazione Banco di Sicilia. A partire da una mappatura dei luoghi e dei beni architettonici riconvertiti in musei polivalenti e parchi urbani, l’associazione ha sviluppato l’app Urban City Guide Palermo, una guida che racconta una Palermo diversa dal solito, o meglio la città trasformata, con le ex aree industriali recuperate, parchi urbani e spazi pubblici di nuova generazione, co-working, hotel, bar e negozi di design.

Con la consapevolezza di mescolare pratiche di progettazione culturale e design, RE FEDERICO co-work è il progetto di CLAC (Centro Laboratorio Arti Contemporanee), impresa culturale impegnata a Palermo dal 2003. Gli obiettivi del progetto sono: sperimentare pratiche di innovazione sociale, assecondare gli emergenti stili di vita dei giovani creativi, creare un virtuoso esempio di economia partecipativa su nuovi temi che uniscono intorno a fini e progetti comuni designer e progettisti della sostenibilità. Alcune delle attività del co-work propongono mappature rivolte ai giovani (Use-it), pratiche di co-distribuzione di prodotti territoriali e tavoli di ricerca e progettazione sull’agrindustrial design.

Spazi ricettivi in città si trasformano in luoghi di sperimentazione di nuovi processi culturali.  N38E13 struttura ricettiva, “micro hotel” e associazione di promozione sociale all’interno di uno storico palazzo di via Maqueda, diviene luogo di creazione, fruizione e collegamento tra le arti. Lo spazio dedicato alle arti visive e sonore e al design, ospiterà al suo interno residenze, laboratori, mostre e incontri sulla cultura, il turismo e il territorio, in modo innovativo.

Con la volontà di attivare buone pratiche e una progettazione consapevole, tra formazione e incontro, Sensibili ambienti, mette in pratica nuove forme di co-produzione. È un’agenzia di exhibit design di spazi creativi sostenibili, e si occupa di dare supporto logistico, formazione, divulgazione e progettazione per un nuovo sistema etico di allestimenti.

Nuove forme di design-artigianato, in un piccolo laboratorio nel centro storico,  prendono spunto dai materiali locali poveri e caratteristici e si trasformano in Miniminimondi. Scatole e cartoline, in piccoli formati inviabili via posta, che racchiudono piccoli spazi alternativi. Le delicate opere in carta, nascono dalla comune passione per i materiali modesti o di scarto di Carmela e Nina due non siciliane approdate a Palermo da qualche anno.

Uno store che diventa punto di incontro tra il cliente e lo stylist. Rizzo Manufacture studio è un incrocio tra uno spazio creativo e un laboratorio artigianale dove il fatto su misura diventa servizio. Un luogo dove il processo creativo/produttivo seguito nei minimi particolari avviene insieme al cliente e la realizzazione delle scarpe e borse è eseguita con procedimento artigianale all’interno dei laboratori di Scius.

Laboratorio di sperimentazione e co–progettazione insieme ai clienti è anche Sartoria Maqueda.  Un luogo dove territorialità, design, tradizione sartoriale del pret-à-porter danno vita con il marchio Mitzica allo street-sartoriale e al riciclo creativo.  Al suo interno  si può, inoltre, richiedere consulenza stilistica e ricerche di tendenze attraverso il progetto b-plan.

Dalla ricerca e sperimentazione di Giulietta Salmeri prende forma Artes, una associazione che si occupa della diffusione e promozione dell’arte tessile in tutte le sue forme. Tappeti, sciarpe, tessuti d’arredo e d’abbigliamento in lana, cotone e lino si contaminano di altri materiali, quali la carta e il rame attraverso l’uso di telai a 2 a 4 e 8 licci.

Un sistema di servizi dedicati alla progettazione e alla produzione è Pradlab, dell’omonimo studio di progettazione e prototipazione rapida in grado di fornire supporto e consulenza in ogni fase del processo creativo, progettuale e produttivo: dal concept al prodotto finito.

Mentre imprese e associazioni culturali con anima da operatori creativi stanno trasformando il concetto di impresa, c’è chi del proprio lavoro di progettista ne ha fatto un marchio, come nel caso del brand OJI, messo su dal designer Giuseppe Pulvirenti insieme all’ebanista Carlo Caruso Jr. Un marchio che produce e commercializza prodotti che nascono dal confronto con altre culture, caratterizzati da una fusione di idee, forme, atmosfere e colori, secondo una volontà di cui lo stesso nome si fa portatore: perché Oji è il nome di una stazione della metropolitana di Tokyo, mentre in italiano si legge ‘oi’ che nell’antico dialetto siciliano significa ‘oggi’. I prodotti Oji sono commercializzati da Spaziodeep un particolare concept-store che promuove il design nell’isola con un proprio magazine e blog.

Maribelle 615 progettata e prodotta due giovani designer, Francesco Belvisi e Vito Pavia, è un’imbarcazione a vela innovativa, lunga 6,15 m, caratterizzata da tubolari pneumatici che la rendono un ibrido tra una barca a vela e un gommone. Segnalata nell’ adiindex 2011, il primo modello della barca è stato autoprodotto dalla YAM, società nata grazie allo start up di impresa dell’Università di Palermo e assistita dal Consorzio Arca.

Il riuso di spazi con nuove modalità e la ripresa di vecchi mestieri artigianali sembra esser la chiave di studio427, nato a Palermo in uno spazio di archeologia industriale a Brancaccio, oggi trasferitosi in una vecchia falegnameria di via Alloro. Fondato dal designer svizzero Alfred von Escher con la collaborazione di Raffaella Guidobono come advisor dello studio nella strategia di comunicazione, è un’officina/studio di co-design, dove si recuperano vecchi arredi:  bancali di legno, pallet, tavole dismesse da impalcature, tessuti e allestimenti in disuso da set teatrali vengono per nuovi utilizzi, in forme semplici e adatte all’uso quotidiano come la linea di arredi Leftover, presentata all’ultimo fuori salone.

Dalla stessa passione per il design e attenzione all’eco-sostenibilità delle produzioni prendono vita i prodotti Pivviccì, interamente fatti a mano con materiali riciclati da artigiani del territorio.

Primo progetto sviluppato dal gruppo Snap, composto da giovanissimi designer dell’isola, è Metroquadro proget,  una serie di arredi d’assemblare, pensato per stare all’interno di un foglio di multistrato dalle dimensioni multiple o sotto multiple del mq, Facile da montare e da conservare esprime la volontà di ridurre al minimo lo sfrido di materiale.

cut&paste è lo studio di tre giovani designer che affrontano le tematiche dei “self project”, progetti animati da gioco e creatività da condividere con chi li acquista: Patella è un paralume composto da vari nastri di carta intagliata da auto-montare e Wally uno sticker in vinile da auto-applicare, entrambi sono autoprodotti dallo studio che opera anche e prevalentemente nell’ambito del visual e exhibition design.

Designer freelance, Gandolfo David senza dimenticare o far riferimento alle tradizioni (come nei prodotti da lui disegnati per marchio OJI insieme a Giuseppe Pulvirenti), intreccia forma, materia e colore in un interessante collezione di mattonelle “luminarie”. Progettata per lo Studio Le Nid, una bottega artigiana creata a metà degli anni sessanta che tutt’oggi lavora tra tradizione e sperimentazione.

Designer di mobili da interno ed esterno, Roberto Serio vanta collaborazioni con aziende  con aziende leader del panorama nazionale ed internazionale. Disegna collezioni di arredo per esterni per Talenti, collezioni luxory per la storica azienda Turri,  e per Visionnaire.

Il “seme” del design a Palermo ha un percorso di lunga storia. A partire dagli anni ’80, tanti sono stati i designer e le aziende a livello internazionale che all’interno dei corsi di design hanno seminato il germe del “progetto” con diversi momenti di alta formazione, informazione e sperimentazione.

Dalla coscienza sostenibile alla ricerca di nuove ricette anticrisi: riuso di spazi con nuove modalità, ripresa di vecchi mestieri, impiego di nuove tecnologie, sperimentazione di nuovi processi culturali, sevizi per il territorio, così il design prende forma aPalermo.

Non a caso all’interno dei Cantieri Culturali di Palermo, l’idea di uno start up di imprese creative diventa un nuovo incubatore. Cre-zi, gestito dal consorzio Arca, già coordinatore dell’incubatore della Università di Palermo, in collaborazione con il laboratorio per l’innovazione Catamiati, ha l’obiettivo di favorire la nascita di nuove imprese in settori dell’economia della conoscenza, come lo spettacolo, la moda, il design, la produzione audiovisiva ed editoriale.

Links

http://www.addiopizzotravel.it/

http://www.coworkingpalermo.net/

http://www.nuovenergie.org/

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